rivestimento cappotto termico

L’isolamento termico a cappotto

Sempre di più il confort abitativo diventa uno degli aspetti più importanti della salute di tutti noi essendo la casa l’ambiente dove passiamo la maggior parte del nostro tempo. La qualità dell’aria “indoor” è fondamentale per la nostra salute, ma nello stesso tempo dobbiamo rivolgere la nostra attenzione anche alle prestazioni energetiche dei nostri edifici. In questo processo di efficientamento, molta attenzione va rivolta a tutti i passaggio, dalla selezione dei materiali alla corretta posa. Uno dei campanelli di allarme da tenere sempre sotto osservazione è la formazione di muffe che generano batteri molto spesso pericolosi per i nostro sistema respiratorio e mai come oggi dopo la pandemia da corona virus sappiamo quanto sia importante sopratutto per le fasce più deboli, bambini e anziani. Gli altri aspetti da tenere sotto osservazione sono gli sbalzi termici o l’umidità dell’aria interna. Questi fattori sono spesso condizionati dai ponti termici presenti nell’involucro del nostro edificio, che sono sostanzialmente i punti di collegamenti tra interno ed esterno come lo sono ad esempio i serramenti, le porte, i muri dove non vi è la cassa vuota di isolamento, in prossimità degli elementi strutturali e comunque spesso dove vi sono discontinuità geometriche o termiche per le diverse proprietà di isolamento termico di materiali diversi.

Quindi correggere un ponte termico è importante per ridurre le condensazione superficiale che genera muffe, riduce la dispersione termica e quindi si risparmia energia, migliora il confort indoor perchè distribuisce in modo uniforme le temperature interne.

La soluzione è quella di isolare termicamente l’involucro aggiungendo alla stratigrafia della muratura un materiale isolante.

Ma come si valutano le prestazioni del materiale isolante? Ci sono tre elementi che caratterizzano le proprietà di un materiale isolante :

  • conducibilità Termica (λ): l’attitudine di un materiale a trasmettere il calore;
    calcolo termico

    calcolo punti termici

  • resistenza Termica (R): la capacità del materiale di opporsi al flusso di calore;
  • trasmittanza Termica (U): la quantità di dispersioni termiche attraverso una materiale.

La capacità isolante è tanto maggiore quanto basso è il valore della conducibilità Termica (λ), che farà aumentare il valore R e diminuire U. Un altro elemento che deve essere valutato nei materiali isolanti e la resistenza alla diffusione del vapore (μ) che misura il comportamento del materiale al passaggio dell’umidità, se assorbe l’umidità o meno: un alto valore di μ determina una alta resistenza alla diffusione del vapore e quindi di condense interne. Infine vi è la densità, cioè la capacità di accumulare calore che per i periodi estivi diventa determinante per evitare una aumento delle temperature interne. E’ preferibile scegliere materiali con un alta densità per evitare di tenere acceso sempre i condizionatore in casa con un eccessivo consumo di energia.

Cosa intendiamo per rivestimento a cappotto ? Il nome già ci lascia intendere che parliamo di un sistema che consente di tenere caldo l’ambiente interno della costruzione interessata. Il cappotto termico o meglio definito isolamento termico a cappotto, è in sostanza un insieme di materiali assemblati e applicati esternamene sulle facciate dell’edificio oggetto dell’intervento.

Cappotto termico esterno, normativa e bonus fiscali

Vi consigliamo di leggere l’articolo dedicato, per visionare le opportunità del Super Bonus 110% in fase di approvazione definitiva nel mese di Luglio 2020.

Oggi la normativa vigente obbliga tutti coloro che intervengo sul rifacimento degli edifici nella parte esterna, sia che si tratti di condomini o che si parli di abitazioni singole, a rispettare una serie di requisiti, quando i lavori di rifacimento della facciata non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, ma riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è richiesto che siano soddisfatti i requisiti di cui al decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) e quelli, relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In queste ipotesi, l’ENEA effettuerà controlli sulla sussistenza dei necessari presupposti, secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018.” come indicato dalla normativa del Bonus Facciate 2020, che però consente di detrarre la spesa al 90% in 10 anni.

Il rivestimento a cappotto esterno si struttura in diversi strati:

  1. Strato isolante
  2. Rifinitura

Queste sono le due principali stratificazioni che poi possono cambiare in base al tipo di materiale che viene scelto per il rivestimento a cappotto per esterno. Tendenzialmente ricordiamo che sulla scelta del materiale si consiglia di utilizzare materiali con massa pesante, perché bisogna pensare anche all’isolamento estivo e non solo a quello invernale, ed in questa situazione le prestazioni sono più elevate.

I vantaggi del cappotto termico

Perché si consiglia un intervento di questo tipo? Se l’intervento è fatto a regola d’arte, il vantaggio può consentirci di abbattere i consumi energetici per il riscaldamento e il raffresca mento anche del 20-25%, che in 10 anni diventano cifre importanti, oltre all’aspetto del rispetto dell’ambiente evitandoci inutili sprechi energetici, in linea con la ratio delle nuove politiche ambientali e dei relativi incentivi statali che nel 2020 nei centri urbani arrivano anche al 90%.rivestimento a cappotto prezzi

  • clima interno più stabile e un maggior confort;
  • risparmi per le bollette sia d’inverno che d’estate;
  • protegge le facciate dei nostri edifici dalle intemperie e dagli agenti inquinanti e se applicato sui facciate esterni esistenti risolve i problemi relativi ai ponti termici, fessurazioni e cavillature;
  • durevoli prestazioni nel tempo;
  • maggiore valore di mercato dell’edificio, perché in caso di vendita sarà scelto rispetto ad edifici con minore isolamento termico.
  • minore interventi di manutenzioni sulle facciate e all’interno.

I materiali per l’isolamento termico

I componenti possono essere la malta adesiva e i collanti, da utilizzare per fissare i pannelli di isolante termico al supporto, i tasselli, che vengono utilizzati per il fissaggio meccanico del pannello isolante alla facciata, quando necessario. I materiali possono essere di varia natura : organica o inorganica, che a loro volta possono naturale o sintetico.
Organico quando deriva da materiali rinnovabili, inorganico se ottenuto mediante un processo chimico.

materiali isolanti organici naturali (prodotto vegetale, animale o minerale) si suddividono per struttura:

– Fibrosa: fibra e lana di legno; fibra di legno mineralizzata; fibra vegetale (canapa, kenaf, cocco, lino, mais, juta); fibra di cellulosa, fibra animale (lana di pecora).
– Cellulare: il sughero.

I materiali isolanti organici naturali hanno dei buoni valori di conducibilità termica e di densità, ma hanno bassi valori di resistenza al vapore; il loro utilizzo dovrebbe essere abbinato ad uno strato di barriera al vapore, o a soluzioni di cappotto ventilato che permettono la traspirabilità del materiale.

– Fibrosafibra di poliestere.
– Cellulare (i cosiddetti materiali plastici): polietilene espanso reticolato; polistirene espanso (EPS – polistirene espanso sinterizzato e XPS – polistirene espanso estruso); espanso modificato a base polipropilenica; espanso modificato a base polietilenica (polietilene espanso – PEE e polipropilene espanso – PPE); poliuretano espanso rigido – PUR; elastomeri espansi.

I materiali isolanti organici sintetici hanno ottimi valori di conducibilità termica (quasi tutti inferiori allo 0.050 W/mK) ed elevata resistenza alla diffusione del vapore, infatti sono utilizzati in ambienti molto umidi.

I valori della densità sono bassi, pertanto, bisognerà prevedere degli accorgimenti progettuali per il comportamento estivo, spesso, sono utilizzati in accoppiamento con altri materiali, in modo da esaltarne le prestazioni.

materiali isolanti inorganici naturali (prodotto di origine minerale formato da prodotti granulari o espansi di tipo naturale) si differenziano per la struttura che può essere:

– Porosa: perlite espansa; pomice naturale; argilla espansa; intonaco isolante.
– Fibrosa: vermiculite espansa.

I materiali isolanti inorganici naturali sono debolmente isolanti, hanno valori di resistenza alla diffusione del Vapore bassi, ma buoni valori di densità. Devono essere abbinati ad altri materiali, infatti, per la loro leggerezza sono usati i granuli sfusi nelle intercapedini di pareti coperture e sottofondi.

materiali isolanti inorganici sintetici (prodotto di sintesi chimica) si differenziano per la struttura che può essere:

– Porosa: calcio silicato.
– Fibrosa: lana di vetro; lana di roccia.
– Cellulare: vetro cellulare. Interessante è il vetro cellulare che ha un valore di μ pari ad infinito.

Infine, c’è un’altra categoria, quella dei materiali isolanti definiti speciali o innovativi:
i pannelli vacuum – sottovuoto (conducibilità termica ridottissima con spessori minimi), isolanti termoriflettenti (agiscono per irraggiamento), isolante a base di aerogel, un materiale solido e leggero che presenta una conducibilità termica molto bassa, pari a 0,015 W/mK, tale da renderlo l’isolante più performante utilizzabile attualmente nelle costruzioni.

Strati isolanti
Quindi per riassumere i migliori materiali sono:

  • polistirene (XPS, EPS o più comunemente polistirolo)
  • poliuretano
  • sughero
  • fibra di legno
  • fibra di vetro
  • lana di roccia
  • aerogel di silice
  • nanoresine
  • calce e canapa maggiori dettagli sulla canapa in edilizia 

La rifinitura

Per completare il sistema di isolamento a cappotto possono essere applicati accessori come la rete angolare, i paraspigoli, i profili per la zoccolatura, raccordi, bordi e nastri di guarnizione. Poi abbiamo dei componenti che ci permettono anche in caso di cappotto termico, di ricostruire fregi e decori presenti sulle facciate d’epoca o di ricrearli ex novo qualora sia richiesto.

I requisiti

Il sistema ad isolamento a cappotto, quindi l’assemblaggio dei prodotti elencati precedentemente devono soddisfare dei requisiti che rispondono a delle norme tecniche europee previste dall’EOTA , l’organismo europeo che certifica il sistema e le sue prestazioni. In questo caso la certificazione è la ETA004 che ci dà la sicurezza di una soluzione di qualità e performante. Per saperne di più vi rimandiamo al questo link dell’ ITS-CNR

Attenzione alla scelta dei materiali

Quando scegliete un materiale non guardate solo il prezzo, anche se è una variabile importante, ma considerate anche altre caratteristiche, legate alle prestazioni e agli effetti collaterali che determinati prodotti possono avere, dato che gli individui in occidente in linea di massima passano la maggior del proprio tempo proprio nelle abitazioni domestiche e quindi la qualità dell’ambiente interno incide notevolmente sulla nostra salute.

Cappotto termico prezzi e prestazioni dei materiali

Sughero e legno

sughero per cappotto interno

Sughero per cappotto interno

Sono materiali isolanti tradizionali, usati da molti anni e che hanno come prerogativa principale la loro eco sostenibilità non presentando particolari problemi nello smaltimento a fine vita. Hanno una durata molto lunga, sono traspiranti ed hanno ottime prestazioni isolanti sia termiche che acustiche. Aspetti negativi sono legati alla sua permeabilità all’acqua, difficoltà nella posa e necessitano di prodotti che li rendano ignifughi. I costi variano con la posa dai 65 ai 75 €/mq che varia in base allo spessore e alla superficie da realizzare.

Poliuretano

Materiale leggero e facile da posare, super resistente al fuoco ed è molto utilizzato nei luoghi dove è necessario un ottimo isolamento acustico. Costo intorno ai 55 €/mq.

Polistirolo

Ve ne sono di due tipi

polistirolo per cappotto interno

Cappotto in polistirene polistirolo espanso (EPS) o estruso (XPS), molto apprezzato perché economico, leggero, molto resistente al carico, ignifugo e impermeabile, flessibile e facile da posare. Lo svantaggio principale è che non è traspirante, quindi per i locali con problemi legati alle muffe e l’umidità necessitano alcuni accorgimenti particolari. Costi simili al poliuretano, intorno ai 55/60 €/mq.

Lana di roccia e fibra di vetro

lana di roccia per cappotto esterno edilizia sostenibile

lana di roccia per cappotto esterno edilizia sostenibile

Questi due materiali uniscono due prestazioni molto importanti. L’impermeabilità all’acqua e la permeabilità al vapore, infatti i pannelli prodotti si chiamano selettivamente permeabili, che fanno evaporare la condensa interna e impediscono all’umidità esterna di entrare. Ottime proprietà fonoassorbenti e isolanti acusticamente. Qui i costi sono più elevati e si aggirano come per il legno intorno ai 65/75 €/mq.

Areogel di Silice

aerogel cappotto

aerogel in silice

Tra tutti i prodotti elencati è sicuramente uno dei più preformanti, la sua particolarità è dovuta alle elevatissime prestazioni e al sottilissimo strato sotto i 0,5 cm. Infatti è composto per 99% di aria, infatti sono pannelli super leggeri e con capacità di carico di un solido, ultra resistenti e idrorepellenti, quindi ottimo per luoghi molto umidi. Unica controindicazione sono i costi decisamente più elevati rispetto agli altri sistemi. I costi si aggirano intorno ai 100 €/mq.

Calce e Canapa

canapa per edilizia

Mattoni di canapa per cappotto

Uno dei materiali più innovativi ed eco sostenibili in commercio oggi sono i prodotti edili derivanti dalla canapa, con caratteristiche simili al sughero e al legno e costi leggermente superiori. Per approfondire abbiamo una pagina dedicata alla canapa in edilizia

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